Educarci all'uso dei Media

Da Wikipolis.

Versione delle 15:45, 26 mag 2009, autore: Giuseppe (discussione | contributi)
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Non è semplice cambiare il modo d'agire dei grandi gruppi di comunicazione, la chiave per mantenere l'integrità del pensiero, o almeno per resistere alle distorte sollecitazioni, è oggi nelle mani di quei cittadini capaci di fare una lettura critica dei media. Da qui nasce l'importanza di dell'Educazione ai media, ove attraverso corsi per adulti e seminari nelle scuole, formare cittadini democratici, strumenti critici in grado di scoprire i segreti del prestigiatore.


Dieci i punti principali da cui partire:


1) I media costruiscono la nostra cultura

La nostra percezione della realta' e' modellata dai mezzi che usiamo per comunicare. Ma gli stralci di realta' presentati dai media non sono la verita' nella sua completezza. Cosi', per avere un quadro ampio dei diversi avvenimenti occorre conoscere almeno: chi emette cosa? Con quale scopo? Perche' un'informazione viene data in un determinato momento piuttosto che in un altro? E ancora: perche' sono stati scelti quei particolari dettagli della storia? Le cifre che offrono hanno un significato? Che cosa puo' esser stato nascosto? Questo servizio e' davvero piu' importante degli altri?

2) I media contengono messaggi ideologici e di valore

Osservare i valori che ci sono dietro ogni storia permette di trasformarci da consumatori passivi a cittadini attivi, in grado di contrastare le logiche che oggi reggono la produzione di informazione, cultura e comunicazione, ad esempio: la vita e' solo per i vincenti, bisogna primeggiare in tutti i campi, la felicita' consiste nel "possedere", tutto e' facile e si puo' ottenere velocemente, il prestigio e' dato dall'ostentazione di un prodotto, per vincere non serve altro che "apparire".

3) I media usano tecniche identificabili

Avvicinandosi alle logiche di funzionamento dei media, si possono cogliere fenomeni come quello dell'autoreferenzialita' mediatica. Questo significa che i mezzi di comunicazione pubblicizzano notizie magari non importanti di per se', ma che diventano tali nel momento in cui sono state (o stanno per essere) pubblicate da un altro media. Un esempio: il matrimonio di un calciatore. Se una testata che appartiene allo stesso proprietario della squadra considera importante quel fatto, cosi' da pubblicarlo, molto probabilmente altri media faranno eco alla notizia. E poiche' i media spesso hanno rapporti anche con case editrici, discografiche o cinematografiche, o con ditte di telecomunicazioni o informatica la suddetta autoreferenzialita' diventa una spirale infinita. Saper interpretare la logica mediatica e' un altro fattore importante che ci permette di capire come mai la stessa notizia che un giorno apre i telegiornali e le prime pagine dei quotidiani, il giorno seguente cade nell'oblio, con la rapidita' con cui la schiuma sale e scende in un boccale di birra.

La mucca pazza, il divieto di caccia alle balene, l'inquinamento dei mari, il buco nell'ozono, sono esempi tipici. Ma e' l'Aids la miglior rappresentazione di questo modo di agire dei media. Solo quando la malattia ha colpito personaggi famosi se n'e' parlato. Ora che non si percepisce come un grave problema sanitario nel Nord del pianeta, il tema e' passato nel dimenticatoio e pochi si ricordano dei 1.600 bambini che muoiono ogni giorno a causa della malattia o dei 32 milioni di persone affette dal virus.

4) Ogni persona interpreta diversamente i messaggi

Se e' vero che i media trasformano i concetti tradizionali di spazio (sembra che gli avvenimenti accadano nel proprio quartiere) e di tempo (utilizzo di un presente continuo con pochi riferimenti al passato o al futuro, e una prevalenza dell'effimero), e' altrettanto vero che spesso ogni persona costruisce i propri significati, le proprie opinioni, proprio a partire dai media.

5) Le immagini si leggono in modo diverso rispetto ai testi

Le immagini offrono un tipo di conoscenza caratterizzato dalla velocita', dalla fluidita' e dal decentramento, che ci fanno vedere il mondo in modo molto diverso da quello rappresentato tipograficamente. Le tecnologie basate sulle immagini e sull'interattivita' fanno si' che l'intelligenza sequenziale, che finora ha caratterizzato l'Occidente nella costruzione delle proprie conoscenze, ceda ogni giorno di piu' il passo all'intelligenza simultanea.

6) I media sono piu' potenti quando toccano le emozioni

La sostituzione di caratteristiche quali importanza e attualita' di una notizia con quelle di interesse, novita' e verosimiglianza, fa si' che i media facciano piu' spesso richiamo alle emozioni.

7) La maggior parte dei media sono controllati da interessi commerciali

Nessun mezzo e' gratuito, per cui conoscere i proprietari dei media e le loro logiche commerciali ci permette di "digerire" le informazioni che consumiamo.

8) I media costruiscono mondi di fantasia

I media non solo riproducono la realta', spesso la creano, originando cosi' un mondo diverso da quello quotidiano e "reale" delle persone. Ad esempio, i tempi utilizzati sono molto diversi da quelli reali, una persona puo' nascere, diventare adulta e morire in due ore.

9) I messaggi dei media possono essere decodificati

Nei media esiste una retorica della esattezza dei dati, che opera illustrando cifre e risultati, cosi' da dare una parvenza di obiettivita' ai messaggi offerti e produrre consenso. Anche l'adulazione, la ripetizione, il timore, l'umore, le parole potenti e le immagini sessuali sono tecniche particolarmente comuni ed efficaci ai fini della persuasione. Un metodo per decodificare i messaggi nasce a partire da cinque domande: Come sappiamo quello che sappiamo? Chi parla? Che cosa causa un avvenimento, un fatto? In che modo i fatti avrebbero potuto essere presentati in modo diverso? Chi ha determinato cos'e' rilevante?

10) Diventare "consumatori attivi e consapevoli" dei media

Confrontare le prime pagine di piu' quotidiani di diverso indirizzo (anche su Internet) e' un semplice trucco per guardare gli eventi da piu' punti di vista e cercare di farsene un'idea propria. Incrociare mezzi di informazione diversi sulla stessa notizia (tv, giornali, agenzie in rete). Astenersi dalle trasmissioni di puro intrattenimento che contengono in se', di fatto, una potente forza di modellamento ideologico e di valore (punto 2). Seguire anche qualche media slegato dai grandi gruppi (tv locali, giornali indipendenti, siti di diversa natura). Sono piccoli passi. Ma che possono aiutare ad acquisire capacita' di osservazione e interpretazione critica delle cose che si vedono o leggono.

Senza demonizzare i mezzi di informazione che, se ben usati, ci aprono la strada per trasformare in conoscenza l'enorme quantita' di dati oggi disponibili, l'Educazione ai media cerca di formare persone caute. O, per dirla con Ambrose Bierce nel suo Dizionario del diavolo, persone "prudenti": "quelle che credono alla meta' di quanto vedono, a un quarto di quanto ascoltano e a una quinta parte di quanto sentono con l'olfatto o toccano con il tatto".


Bibliografia minima:

AA.VV., Media activism, Derive Approdi, 2002.

C. Ottaviano, Media, scuola e societa', Carocci, 2001.

P.C. Rivoltella, Media education, Carocci, 2001.

M. Tricarico, Insegnare i media, GS Editrice, 1999.

M. Morcellini, La tv fa bene ai bambini, Meltemi, 2001.

J. Gonnet, Educazione, formazione e media, Armando, 2001.


Siti web da non perdere:

http://www.medmediaeducation.it/ (Associazione Italiana per l'educazione ai media e alla comunicazione

http://www.formedianet.it (Gruppo di professionisti della formazione e dei media che fanno Em)

http://www.zaffiria.it/ (Centro permanente per la formazione ai mass media)

http://www.osservatorio.it/index.php (Tutela il pluralismo sociale, culturale e politico nei mezzi di comunicazione)

http://www.medialit.org/ (Center for Media Literacy)

http://www.mediaed.org.uk/ (Sito inglese sull'Em)